Poggio Al Lupo | Scenario
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SCENARIO

La Maremma è uno dei territori più belli e suggestivi della Toscana, dove una natura ancora incontaminata si manifesta in tutta la sua grandezza e potenza: nelle zone litoranee, nei laghi costieri, nelle isole dell’arcipelago toscano e nelle zone collinari che si innalzano fino alle pendici del monte Amiata, l’antichissimo vulcano che domina il paesaggio.
E’ una zona altamente vocata alla coltivazione della vite sin dai tempi degli etruschi, che sul territorio hanno lasciato importanti testimonianze. Necropoli intatte, costruite o scavate nella pietra calcarea, anche di grandi dimensioni, adiacenti i vigneti e piccoli reperti, quali anfore, coppe e crateri, talvolta mirabilmente incisi, a testimoniare il consumo e quindi anche la produzione di vino in tempi antichi.
Antonio Moretti Cuseri trascorre le vacanze estive in Maremma sino da quando era solo un bambino, in particolare nella zona detta Maremma Toscana, il territorio che dal un lato si affaccia sul mar Tirreno e dall’altro si estende fino al Monte Amiata, delimitato a nord ed a sud dai fiumi Ombrone e Albenga.
Innamorato da sempre di questo straordinario territorio Antonio Moretti Cuseri, già proprietario di Tenuta Sette Ponti a Castiglion Fibocchi (AR), nel 1999 decide di acquistare alcuni terreni a Magliano in Toscana (GR) per iniziare a produrre grandi vini anche sulla costa toscana.

PROPRIETÀ

L’azienda, denominata Poggio al Lupo, prende il nome dall’omonima zona in cui si trova e si estende sulle colline di Magliano per 24 ettari di cui 15 vitati.
I vigneti, vitati a Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Vermentino, con sistema di allevamento a cordone, sono locati sulla prima fascia di colline litoranee a circa 140 mt slm e sono esposti a sud e sud/ovest.
La vista che si può godere dai vigneti mozza il fiato: di fronte l’isola del Giglio, a sinistra il promontorio di Talamone con il parco dell’Uccellina, alle spalle, in lontananza, lo sguardo coglie scorci del paesaggio ancora selvaggio e boscoso che sale verso il monte Amiata.
Il microclima è mediterraneo, caldo ma ventilato, grazie alla presenza del mare che favorisce le brezze leggere mattutine e serali costanti durante tutto l’anno.
I terreni sono generalmente composti da arenaria, calcare ed argilla; sono profondi e presentano strati rocciosi.
I vigneti iscritti alla produzione di Morellino di Scansano (riconosciuta come docg nel 2006) sono concentrati nella parte più alta della proprietà e dunque molto ventilati e luminosi. Grazie alla composizione pedologica dei terreni, bagnati e poco vigorosi, ci regalano un vino di grande morbidezza e grazia.
Il vigneto coltivato a Vermentino si estende per circa 7 ettari, giace in una zona più bassa e fresca a circa 100 mt slm. Ricco di sali minerali e calcare, questo terreno conferisce al vino note di grande mineralità e freschezza.
Il Vermentino, originario delle coste mediterranee e tra i più antichi d’Italia, è il vitigno più coltivato nella costa toscana, territorio che gli permette di esprimere al meglio le sue caratteristiche organolettiche.
I vigneti vitati a Cabernet Sauvignon, che qui trova una complessa e maestosa espressione nella produzione del cru Poggio al Lupo, si estendono per circa 6 ettari.
Sono coltivati su dei terreni sabbiosi-limosi, caratterizzati dalla presenza di ferro che dona loro il tipico colore rosso mattone, mentre la presenza di uno scheletro roccioso a bassa profondità, ottimizza il drenaggio idrico ed esalta le escursioni di temperatura notte/giorno arricchendo il profilo aromatico del vino.